Da ormai lungo tempo, al governo federale degli Stati Uniti, si dibatte sull’effetto che il gioco online possa avere sui più giovani e quindi su quale sia il modo più’ efficace di regolamentarlo. Il tema, per la sua importanza, è diventato ora anche materia di interesse per i ricercatori dei college a stelle e strisce.
L’esigenza di saperne di più ha spinto il dottor Douglas Gentile, assistente professore di Psicologia comportamentale all’Iowa State University, a condurre uno studio su un campione di giovani rappresentativo della totalità dei teenagers americani; questa è la credenziale principale che conferisce al lavoro del dr Gentile piena autorevolezza scientifica e dunque credibilità.
I risultati dell’indagine mettono in evidenza due principali dinamiche comportamentali: in primis non c’è alcuna evidente connessione fra i videogiochi e la pratica delle scommesse online, in secundis i videogames creano più dipendenza rispetto all’online gambling. Gentile va poi oltre questo, producendo con il suo studio un quadro che presenta i videogiochi, se giocati in maniera patologicamente eccessiva (piu’ di 24 ore a settimana!), come riduttivi della produttività scolastica e delle attività sociali giovanili d’oltreoceano.
D’accordo con il dr Gentile anche l’osservatore esterno indipendente Neal Miller: ”Non c’è dubbio che i progressi tecnologici nel campo dei videogames aumentino la possibilità che molti ragazzi negli USA possano diventarne dipendenti.” e aggiunge poi: ”La differenza fra i videogames e l’online gambling è che il secondo può essere proficuamente regolamentato a differenza dei primi.” Perentoria è la conclusione: ”I videogames producono quegli effetti che molti legislatori imputano al gioco online, questi politicanti dovrebbero guardare ai risultati di questo studio e dire: Hey, forse stiamo analizzando la forma sbagliata di intrattenimento!”